NERO 23 ritagliata
Elettromazzetto
 L' Unico impianto Elettrico Domotico
     Specifico Per le Ristrutturazioni di Abitazioni Datate e di Pregio
   "   MENO TRACCE SUI MURI,MENO POLVERE, SI ALLA TECNOLOGIA   E  SICUREZZA IN CASA."
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08/04/2016, 21:02

IMPIANTO ANTIFURTO





 STRUTTURA DI UN IMPIANTO ANTIFURTO



Un tempo per proteggere la propria abitazione erano sufficienti un buon cane da guardia è una recinzione ora come minimo bisogna installare una porta blindata con serratura di ultima generazione.


Molte volte però nemmeno questi sistemi riesco a fermare i malintenzionati più determinati si deve pensare quindi a rinforzare anche i serramenti specialmente per le case nei posti isolati. questo per quanto riguarda il minimo che si debba farea nostro avviso tutto questo non è più sufficiente bisogna che il committente aggiunga la cosiddetta protezione attiva cioè l’installazione da parte di tecnici qualificati di un sistema d’allarme antintrusione che reagisca i tentativi di intrusione nell’abitazione.


La prima tipologia di antifurto attivo è quella via filo cioè tutti gli apparati costituenti l’impianto sono collegati tra di loro attraverso dei cavi certificati i vantaggi di questo sistema sono una sicurezza perché i cavi tramite opportuni accorgimenti sono auto protetti dal taglio e garantiscono un affidabilità Maggiore nella trasmissione dei segnali alla centrale rispetto al via radio di cui parleremo in seguito.


Ad onor del vero il sistema a filo presenta degli  svantaggi i più evidenti sono i costi di installazione per la posa dei cavi e delle canaline, chiaramente si può ovviare a questo passando dei cavi adatti nei tubi esistenti dove vi sono i cavi della corrente ma deve esserci lo spazio necessario.

Dell’impianto di tipo a onde radio non vi è necessità di cablare nessun componente in quanto il sistema come dice la parola stessa sfrutta delle frequenze radio, può essere facilmente spostato anche in un’altra abitazione e ampliato senza necessità di opere murarie.


Uno degli svantaggi più evidenti di questi sistemi eh la difficoltà in casi estremi di posizionare i vari componenti in modo che ricevano le segnalazioni in modo adeguato un esempio lampante è una casa che Abbia dei muri in cemento armato che possono pregiudicare la trasmissione dei segnali.

Esiste anche il sistema  ibrido che è la combinazione tra un sistema radio è un sistema a filo.


Un aspetto importantissimo è la progettazione, un impianto efficace infatti  deve essere progettato su misura e in base alle caratteristiche dell’abitazione.

è necessario effettuare un sopralluogo nei locali dove si intende installare l’ impianto allo scopo di evidenziare eventuali punti critici a rischio di effrazione,  la dislocazione dei locali, il tipo di accessi alla casa e la presenza di terrazzi e balconi.


I sistemi di allarme oggi più diffusi sono due, il perimetrale è il volumetrico. il primo protegge l’abitazione dall’esterno sul perimetro della casa il secondo dall’interno, per essere equilibrato un sistema antifurto utilizza entrambe le tecnologie.


Il sistema perimetrale può venire installato nelle pareti esterne dei locali nelle tapparelle o nei serramenti e ha la peculiarità di fermare il tentativo di intrusione all’inizio mentre il sistema volumetrico interviene solo dopo che l’intruso è entrato nell’abitazione rilevando. i suoi movimenti e le emissioni di calore che emette il corpo.


Quali sono i componenti principali di un antifurto? un impianto antifurto è composto da una centrale che è il cuore pulsante del sistema, dai sensori che rilevano l’intrusione e dai dispositivi d’allarme locali e remoti che segnalano acusticamente o inviando delle chiamate telefoniche l’allarme.

Oggi sono disponibili sul mercato vari tipi di rivelatori il loro funzionamento varia secondo diversi principi fisici. alcuni sono sensibili al movimento del malvivente i cosidetti rivelatori a microonde e a ultrasuoni, altri rilevano il calore che emette il corpo dell’intruso questi sono detti rivelatori infrarossi passivi in ultima ci sono i rilevatori detti puntuali i famosi contatti magnetici di porte e finestre che rilevano l’apertura.


Nel corso degli anni sono stati messi a punto rivelatori basati su sensori che reagiscono a diversi principi fisici cercando via via di migliorare la qualità e di renderli insensibili a disturbi quali animali domestici soffi di vento rami di alberi che si muovono.

più recenti solo i sensori doppia tecnologia i quali rilevano l’intrusione solamente quando si verifica un evento AND  in gergo tecnico cioè quando la tecnologia microonde e la tecnologia infrarosso rilevano un allarme insieme.

03/04/2016, 23:46

messa a norma impianto





 INSTALLATORE PROFESSIONISTA VS FACILONE DOPOLAVORISTA



In questo articolo vi vorrei parlare dei requisiti che che il DM 37/08 richiede a colui che intende esercitare la professione di intallatore elettrico professionista.


I requisiti possono essere così riassunti ,può esercitare la professione  chi rientra in una delle seguenti casistiche:


  • Chi possiede diploma di laurea in materia tecnica.

  • Chi possiede diploma di scuola secondaria "specialistica" e due anni di esperienza in un impresa del settore.


  • Titolo di formazione professionale e quattro anni di esperienza in un impresa del settore.


  • Tre anni di esperienza come operaio specializzato in un impresa del settore ( secondo me quest’ultima andrebbe cambiata 3 anni sono pochi senza un titolo di studio che ti dia almeno i fondamenti tecnici).


Perché vi sto facendo questo discorso perché da quando ho iniziato la mia attività ho dovuto fare i conti con "l’Homo italicus tuttofares "


cosa vuol dire questo, beh! innanzitutto che ho dovuto fare i conti con una realtà per me inaspettata.In Italia sembra che tutti sappiamo far tutto personalmente penso che questo vada a scapito della professionalità e del servizio al


cliente, sembra impossibile ma da qualsiasi parte ti giri c’è sempre qualcuno che sa fare l’elettricista, ma anche l’idraulico, ma anche il serramentista magari il meccanico forse perché una volta hanno cambiato una lampadina


oppure perché hanno disotturato un Water oppure perché hanno messo un pezzo di battiscopa al muro. Ma non solo, giusto per non far torto a nessuno ho avuto a che fare con ingegneri ( Non me ne vogliano gli ingegneri a cui và


la mia stima) che non sapevano una mazza di cantiere ma siccome loro avevano la laurea pretendevano che questa sostituisse l’esperienza  dell’installatore oppure l’amico che fà il manutentore meccanico in fabbrica e quindi cosa


vuoi che ci metta a collegare due fili? dicono.Allora giusto per non passare per fissato e complottista esagerato etc,etc vi porto l’esempio in breve di un fatto realmente accaduto.


La signora Maria chiama un installatore in teoria " Professionista" perchè ha delle piccole manutenzioni tra cui montare un lampadario in cucina.l’installatore esegue il lavoro e se ne và dopo essere stato pagato e fin quì tutto


bene.dopo una settimana la signora Maria ha bisogno di cambiare la lampadina sul lampadario in cucina perché si è bruciata e  quindi prende la scala, sale e comincia a svitare la lampadina a quel punto essendo che il filetto della


lampadina fuoriesce dal portalampada mentre si svita, inavvertitamente la signora Maria tocca il filetto e prende la scossa perde l’equilibrio dallo spavento e cade rompendosi una gamba.


 La signora Maria viene portata in ospedale, curata,

dopodiché si rivolge a un perito che constata come la fase del circuito luce sia stata collegata sul morsetto del portalampade che fa capo al filetto dove si avvita la lampadina cosa sbagliata, perché va sempre


collegata nel morsetto centrale. morale della favola la signora Maria fa causa all’elettricista e sapete una cosa? la vince con conseguente risarcimento dei danni civili alla signora che fortunatamente si è rotta solo una


gamba.Scommetto che  il 99% di voi avrebbe detto " tanto è solo una lampadina da collegare" questo solo  per farvi capire che anche nelle banalità bisogna avere delle conoscenze normative e molte volte non bastano ci vuole


anche l’intuizione e quella te la dà solo l’esperienza fine della favola.vorrei comunque fare una precisazione molto importante prima che qualche intelligentone lo sottolinei: Le norme tecniche sono facoltative ma godono della


presunzione di regola d’arte anche da parte del Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro presunzione peraltro non esclusiva ne assoluta, in altri termini il tecnico non può ignorare le norme tecniche con la scusa che non sono


norme di legge le deve conoscere e applicare ma in modo critico ,


Può derogare alla norma tecnica a ragion veduta per applicare modi sostitutivi cioè che siano migliorativi rispetto alla norma, così come deve in situazioni particolari sopperire a eventuali lacune o addirittura al


possibile errore della norma in parole povere il tecnico non può delegare completamente il compito di conseguire la regola d’arte deve rimanere sempre vigile essendo comunque responsabile, ossia in certri casi deve fare le veci del


legislatore.


Ora tanto perchè sia chiaro mi rivolgo a tutte quelle persone che si rivolgono a pensionati, dopolavoristi ma anche installatori superficiali etc, etc AVETE CAPITO DI COSA STIAMO PARLANDO? Un tecnico specializzato è un


tecnico che deve avere delle competenze che gli permettano a volte anche di integrare le norme e poco importa che le norme non siano obbligatorie ( quando trattano di prestazioni dell’impianto) perchè sono loro che stabiliscono


la regola dell’arte, tali norme vengono prese in considerazione  in ambito civile e penale in caso di contenzioso.


A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE!!

02/04/2016, 22:33

IMPIANTO ELETTRICO A NORMA



IMPIANTO-ELETTRICO-PERICOLOSO


 IMPIANTO ELETTRICO PERICOLOSO



In questo articolo vorrei aprire un pò gli occhi a  tutti quelli che prestano  poca o nulla attenzione alla sicurezza degli impianti all’interno delle proprie abitazioni comincio con il darvi un po’ di dati.


Gli Incendi negli edifici, che richiedono l’intervento dei vigili del fuoco sono in Italia circa 30.000 all’anno, di cui circa la metà negli edifici civili.


Gli incendi di origine elettrica sono valutabili da un minimo del 10% ad un massimo del 20% cioè da 3000 a 6000 ; il che corrisponde a 8 o 16 incendi di origine elettrica ogni giorno.


Nel 1994 i giornali hanno dato notizie di 705 incendi di cui 266  erano sicuramente di origine elettrica.


Nel 1995 gli incendi di presunta origine elettrica sono scesi a 589; quelli di sicura origine elettrica 246.;


Ovviamente solo gli incendi più importanti arrivano sui giornali. in base ai dati su indicati la percentuale di incendi segnalati dai giornali oscilla dal 10 al 20% secondo le fonti giornalistiche, gli incendi di origine elettrica sono


localizzate soprattutto nelle regioni del Nord Italia.;

Buona parte di tutti gli incendi di origine elettrica sono accaduti negli edifici civili il 39% nel 1994 e il 37% nel 1995,


Oltre agli stabilimenti industriali si distinguono i locali commerciali, bar ristoranti. uffici e ambienti agricoli.


Nel 1994 sono state coinvolte negli incendi in questione 76 persone le vittime certificate furono 32, quali 26 per incendi di sicuro origine elettrica.,


Dal 1995  il numero totale di persone coinvolte scende a 43, di cui 23 sono morte. 15 in incendi di  origine elettrica la percentuale di vittime negli edifici civili è sempre la maggiore,


Nel 1994 il 50% degli infortuni mortali si è avuto negli edifici civili 16 morti di cui 13 in incendi di sicura origine elettrica.


Nel 1995 la percentuale di vittime negli edifici civili è salita al 74%.ovviamente nella maggior parte dei casi non si conosce quale componente elettrico  ha causato l’incendio, nonostante ciò  i soliti protagonisti degli incendi elettrici


sono in sequenza:, quadri elettrici, televisori, condutture elettriche, contatori e coperte elettriche.


Le statistiche ci dicono che nel 60% degli incendi di origine elettrica la parte che viene maggiormente danneggiata sono i mobili mentre nel 25% degli incendi di origine elettrica la parte maggiormente danneggiata e la struttura


dell’edificio.


Dal 1986 al 1992 si sono verificati mediamente 190 infortuni mortali da folgorazione all’anno , dal 1995  gli infortuni da folgorazione sono scesi a 144.


Giusto per dare qualche numero a quelli della serie" tanto a me non succederà mai".


Ho fatto questo lungo elenco forse anche un po’ noioso per far capire che il fatto che non ti sia mai successo niente non toglie la probabilità che possa capitarti in futuro e in questi casi se succede qualcosa può essere anche


qualcosa di grave.


Ma cosa possiamo fare noi in concreto? Prima di tutto smettete tutti di sottovalutare il problema e mettete a norma l’impianto elettrico tra l’altro non avete neanche la motivazione economica a farvi da alibi ora c’è

la detrazione fiscale al 50%.


Per prima cosa dovresti interpellare un installatore abilitato alla legge 37/08 il quale dovrebbe verificare tramite un sopralluogo e non per telefono come fanno


tanti il reale stato del vostro impianto elettrico magari aprendo anche le scatole, ci sono impianti in giro per l’Italia che mi fanno venire la pelle d’oca solo a


guardarli,  in ogni caso potresti cominciare sistemando il centralino facendo installare un differenziale se già non lo possedete, inoltre particolare attenzione


deve essere prestata alle connessioni (vedi Morsetti) che devono essere ben fisse eseguite a regola d’arte, anche le condutture elettriche sono da considerare un


punto delicato nella fattispecie si devono verificare le sezioni che devono essere corrette in base alla portata di corrente che devono sostenere nel tempo.


Per quanto riguarda i fili rigidi non esiste nessuna norma che li vieti anche se negli impianti datati molte volte sono problematici in quanto sistemati in cassette


di derivazione molto piccole soprattutto rotonde diametro 60 mm.


Il mio consiglio è, dove possibile di sostituirli perché il problema non è l’anima di rame del filo ma spesso è la qualità dell’isolamento che lascia a desiderare la


quale in certe situazioni può essersi surriscaldata. In ultima istanza verificherei la presenza  di un adeguato montante di terra allacciato ad un  picchetto


dedicato e opportunamente segnalato anche se non è prevista dalla norma il posizionamento del cartello.


Se iniziate già con queste quattro cosette siete già a cavallo,


                                                                                                             Continuate a seguirmi




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